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February 27 incontro con la regioneIl 26 febbraio 2007 alle ore 13.00 si è tenuto al Consiglio regionale della Campania un confronto tra le associazioni e i comitati campani per l'ambiente e i capigruppo del consiglio, insieme ai presidenti delle commissioni bilancio e ambiente sul "progetto di legge regionale sui rifiuti" in corso di approvazione. Una commissione tecnica composta dal prof. G.Comella (Ist.tumori Napoli), dal prof. A. Lucarelli (ordinario Dir.pubblico Federico II), prof F. Valerio (resp. serv. chimica ambientale Ist. ricerca sul cancro di Genova) e da Alex Zanotelli ha presentato un documento di osservazioni e proposte in merito al progetto di legge, denunciando l'inadeguatezza dell'impianto giuridico e la difformità dai più recenti orientamenti normativi comunitari e statali. La commissione ha chiesto, tra le altre cose, l'immediata soppressione dell'art 10 comma 4 nel punto in cui afferma "Nelle more dell'approvazione resta in vigore il piano vigente", il cosiddetto "piano Catenacci", basato sulla costruzione di 3 inceneritori e in contrasto con la riduzione a monte dei rifiuti e il riciclaggio dei materiali. I consiglieri Nocera (PRC), Scala (PDCI) e Ragosta (Verdi) si sono impegnati a fare proprie le istanze presentate e a sopprimere il punto in questione con un emendamento. Comitati della Campania February 23 comitato allarme rifiuti tossiciCOMUNICATO STAMPA RIFIUTI: I COMITATI CIVICI INCONTRANO LA REGIONE Lunedì 26 febbraio alle ore 13,00, presso la sede del Consiglio Regionale della Campania, il comitato Allarme Rifiuti Tossici e i comitati campani incontreranno i Capigruppo del Consiglio per un confronto sulla Legge Regionale sui rifiuti in questi giorni in discussione e il nuovo Piano rifiuti. I comitati, che già da tempo chiedono con forza un nuovo Piano Regionale dei Rifiuti partecipato e condiviso con le popolazioni e prodotto dalla Regione e non dal Commissariato, ribadiscono la necessità che l’impianto legislativo del Piano si basi esclusivamente sui principi delle R (riduzione, raccolta differenziata, riuso e riciclaggio) nel rispetto della normativa europea del diritto alla salute. La popolazione campana, che da decenni subisce i danni di un incontrollato e illegale smaltimento di rifiuti tossici e di una inefficiente gestione dei rifiuti urbani, necessita in prima istanza di una seria bonifica del territorio e non può continuare ad essere esposta ad inquinamento prodotto da rifiuti. Comitato civico Allarme Rifiuti Tossici February 22 ALLARME AMBIENTALE E SANITARIOCOMUNICATO STAMPA ALLARME AMBIENTALE E SANITARIO Il giorno 21/02/2007 comitati e movimenti di tutta Italia e la Rete Nazionale Rifiuti Zero, che hanno promosso la Conferenza Stampa tenutasi a Roma presso l'Associazione Stampa Estera e che hanno partecipato al Sit-In dinanzi Palazzo Madama, consapevoli della gravità della situazione campana e della improrogabile necessità di bloccare il finanziamento pubblico all'incenerimento dei rifiuti - che non consentirà di risolvere l'emergenza - hanno deciso di convocare un'assemblea nazionale e una manifestazione a Napoli. Tutte le realtà presenti ribadiscono la richiesta dell'immediata revoca dei poteri commissariali, la sospensione dei lavori dell'inceneritore di Acerra, il blocco immediato delle mega discariche imposte dall'alto e un nuovo Piano dei Rifiuti partecipato e condiviso con le popolazioni e basato su riduzione, riuso, riciclaggio e raccolta differenziata. February 17 istruzioni per mercoledìcarissimi, mercoledì saremo a roma, per sottolineare il nostro no ai finanziamenti pubblici agli inceneritori (assimilate alle fonti rinnovabili), chiediamo a ciascuno uno sforzo particolare per poter garantire la massima partecipazione. l'appuntamento per chi parte da Napoli è alle 7,00 fuori l'hotel terminus a p.zza garibaldi NA per quanti partono dalla provincia, mi riferisco agli amici di Acerra, Nola, Marigliano... si potrebbe organizzare un altro pullman, ma fatemi sapere lo stesso. MI RACCOMANDO, TUTTI QUELLO CHE INTENDONO PARTECIPARE ATTRAVERSO LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE DEVONO COMUNICARCELO oppure scrivete a nulombar@studenti.unina.it le adesioni sarebbero gradite non oltre domenica sera. inoltre allego il manifesto ALLARME SANITARIO ED AMBIENTALE (sarà possibile scaricarlo da www.napoliassise.it) che verrà presentato a roma mercoledì mattina alla stampa estera alle 12,00, quanti volessero sottoscriverlo e non l'hanno ancora fatto possono scrivere a info@allarmerifiutitossici.org di seguito il comunicato della rete nazionale rifiuti zero February 15 mercoledì 21 a RomaContro il finanziamento degli Inceneritori con Recupero Energetico per la tutela dell'ambiente e della salute Mercoledì, 21 febbraio, alle ore 12, a Roma, presso la sede dell'Associazione della Stampa Estera in Italia, in via dell'Umiltà n. 83/c, sarà presentato dall'Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, dall'Osservatorio per le politiche ambientali e territoriali e dal Comitato Allarme Rifiuti Tossici l'appello "Allarme sanitario e ambientale nella regione Campania". Interverranno Vito Amendolara, Fulvia Bandoli, Ernesto Burgio, Giuseppe Comella, Patrizia Gentilini, Tommaso Sodano, Nicola Tranfaglia e Alex Zanotelli. Presiederà Giovanni Russo. Nella stessa giornata, le Associazioni e i Comitati ambientalisti si troveranno di fronte Palazzo Chigi, dalle ore 15 alle 17, per testimoniare l'influenza letale degli inceneritori con recupero energetico costosissimo (da taluni impropriamente e strumentalmente definiti termovalorizzatori) sulla popolazione italiana. Contro il finanziamento degli Inceneritori con Recupero Energetico per la tutela dell'ambiente e della salute Mercoledì, 21 febbraio, alle ore 12, a Roma, presso la sede dell'Associazione della Stampa Estera in Italia, in via dell'Umiltà n. 83/c, sarà presentato dall'Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, dall'Osservatorio per le politiche ambientali e territoriali e dal Comitato Allarme Rifiuti Tossici l'appello "Allarme sanitario e ambientale nella regione Campania". Interverranno Vito Amendolara, Fulvia Bandoli, Ernesto Burgio, Giuseppe Comella, Patrizia Gentilini, Tommaso Sodano, Nicola Tranfaglia e Alex Zanotelli. Presiederà Giovanni Russo. Nella stessa giornata, le Associazioni e i Comitati ambientalisti si troveranno di fronte Palazzo Chigi, dalle ore 15 alle 17, per testimoniare l'influenza letale degli inceneritori con recupero energetico costosissimo (da taluni impropriamente e strumentalmente definiti termovalorizzatori) sulla popolazione italiana. February 14 spari sulla guardia forestaleB.S., 28 anni, è uno degli agenti della guardia forestale giunto a Marigliano nell'ambito del protocollo per la sicurezza di Napoli e Provincia che ha comportato l'arrivo di nuove unità per incrementare i controlli sul territorio. In particolare, gli agenti del comando stazione di Marigliano sono impegnati nel monitoraggio del territorio per prevenire gli sversamenti abusivi dei rifiuti nell'area del "triangolo della morte". Alle 3:00 del mattino di oggi, una pattuglia della guardia forestale composta da una vettura con a bordo tre agenti afferenti al comando stazione di Marigliano, è stata coinvolta in un conflitto a fuoco. Durante il pattugliamento di Via Antica del Bosco, all'altezza del piazzale provinciale, un uomo armato con un fucile calibro 12 caricato a piombini, ha sparato contro la vettura ove sedevano i tre agenti. Dopo una serie di colpi mancati, l'uomo ha sparato a distanza ravvicinata contro il finestrino posteriore destro della vettura, colpendo l'agente B.S. Quest'ultimo ha ora schegge di vetro e colpi al collo, cranio, mandibola ed orecchio. A ciò va ad aggiungersi un comprensibile stato di choc. L'aggressore, fermato dagli altri due agenti usciti fortunatamente illesi dal conflitto, ha detto a sua discolpa di star vigilando sulla campagna poiché spesso si verificano furti di ortaggi. Ad ogni modo l'arresto è stato convalidato e sul suo capo pende ora l'accusa di tentato omicidio. February 12 da il denaro«Sono stato costretto a coprire nove anni di cazzate di Bassolino». Ignaro dell’intercettazione in corso, l’ex subcommissario ai Rifiuti, Giulio Sacchi, il 4 maggio del 2004 si lamenta col suo interlocutore «dell’obbligo imposto dal presidente della Regione Campania» di stilare «una relazione finale illustrativa sulla sua gestione commissariale» che di fatto doveva mettere una pietra tombale sulle tante... cavolate fatte dal suo ex superiore. Il tenore e i contenuti della chiacchierata servono ai magistrati per irrobustire il capitolo dedicato alla «partecipazione attiva dell'ex commissario sugli inadempimenti delle imprese», capitolo di cui già sono agli atti le parole captate in un’altra conversazione, quella tra Raffaele Vanoli, vice commissario per l’emergenza rifiuti, e una donna estranea all’inchiesta. Discutendo dei problemi della struttura, i due, a un certo punto, si soffermano «sulla cattiva gestione del commissariato da parte di Antonio Bassolino», entrano nel dettaglio di alcune vicende, confermando quanto i magistrati vanno cercando a proposito del ruolo di primo piano rivestito dal Governatore nelle inosservanze della Fibe. Checché ne dica il diretto interessato indagato, «Bassolino sapeva tutto», «era costantemente informato della situazione», «compartecipe alla truffa». Chi, indirettamente, porta le prove che il Governatore non poteva non sapere è Massimo Paolucci, ex vicario al Commissariato straordinario, attuale segretario provinciale dei Ds, nonché suo segretario particolare. Interrogato come testimone il 20 dicembre 2005, Paolucci mette nei guai il compagno di partito: «Sui rifiuti ho sempre detto tutto a Bassolino, era costantemente al corrente delle problematiche riferite all'associazione temporanea di imprese in situazioni di emergenze. Le interlocuzioni con il presidente Bassolino circa il funzionamento del servizio della Fibe, di norma avvenivano con cadenza mensile, ma in occasione di eventi emergenziali si verificavano anche quotidianamente». Sapeva o non sapeva il super commissario di allora? I pubblici ministeri sostengono di sì. Di conseguenza, «ogni eventuale scelta scellerata February 11 da il mattino del 10.02Rifiuti, ancora crisi lascia il vice di Bertolaso LEANDRO DEL GAUDIO Lascia il ruolo di subcommissario vicario dell’emergenza rifiuti. Il braccio destro di Guido Bertolaso abbandona la struttura commissariale nata per definire in tempi rapidi la crisi legata alla raccolta della spazzatura nel Napoletano. Il generale dei carabinieri Carlo Alfiero ha rassegnato la scorsa mattinata le dimissioni, dopo solo tre mesi di lavoro, dopo nemmeno cento giorni. Una decisione condivisa - è questa la spiegazione che emerge dall’ufficio guidato dal capo della protezione civile - concordata anche sulla scorta delle nuove esigenze dettate dall’emergenza: la questione si è fatta tecnica, l’impianto anticrisi viene gestito soprattutto da Roma, di qui le dimissioni. Bertolaso chiarisce: «Ora servono esperti sotto il profilo tecnico. Dopo la prima fase, occorre spostare l’attenzione sul piano della competenza specifica di questo tipo di scenario». Poche righe all’impronta del «politicamente corretto», che ovviamente non impediscono un focus sulla complessità del compito del commissariato per l’emergenza rifiuti, anche alla luce delle decine di indagini della magistratura aperte sulla gestione passata dei sette impianti nati alle porte del capoluogo campano. Ogni indagine - compresa l’ultima firmata dai pm Izzo e Bisceglia - punta l’indice sulla possibilità della cosiddetta «condotta perdurante» in reati colposi e dolosi presumibilmente commessi in passato. Quanto basta a tenere alta la tensione di chiunque, a vario titolo, abbia intenzione di scendere in campo a fronteggiare l’emergenza. Il generale Carlo Alfiero ha le idee chiare sulla sua esperienza e vanta un passato di altissimo livello: ex vicecomandante dell’Arma, ex numero uno della Dia ai tempi dello scontro frontale tra Stato e cosche mafiose. Il suo bilancio lo affida a un commento rapido: «Il commissariato sta assumendo una vocazione tecnica e verrà gestito da Roma. Qui ho lavorato bene, anche perché Napoli è la mia città, ma ora I problemi vanno affrontati sotto un’ottica differente». Quale? La risposta è immediata: «Occorre trovare subito una discarica. È fondamentale. Nessuno la vuole sotto casa, ma è la vera scommessa del futuro». E ancora: «Lascio il ruolo di vice senza polemiche, né rancori». Ma nel futuro del commissario anticrisi c’è anche un’altra scadenza. Ed è legata all’udienza del 26 febbraio, quando il gup Rosanna Saraceno deciderà se accogliere o meno la richiesta di sequestro di impianti Cdr e termovalorizzatore depositata dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Se il gup desse ragione alla Procura, impianti e macchinari oggi assegnati all’Ati passerebbero in blocco a Bertolaso, rendendo quanto mai gravoso il percorso del commissariato antirifiuti in Campania. §§§§§§§§§§§§ Otto avvisi, il pm chiude il fascicolo: c’è anche l’ad della Fibe. Deciderà il gip Rispondono di «incendi plurimi», «getto pericoloso di cose», «omissioni in atti d’ufficio». Un nuovo filone investigativo investe I vertici del commissariato per l’emergenza rifiuti, con nuove ipotesi di reato, nuovi capi d’imputazione sul funzionamento della struttura che avrebbe dovuto risolvere l’emergenza dello smaltimento dei rifiuti. Questa volta indaga la Procura di Nola, che ha indirizzato otto avvisi di conclusione delle indagini - l’atto che formalmente prelude all’inizio di un processo - a carico di esponenti della gestione precedente a quella di Guido Bertolaso, ma anche di tecnici e imprenditori degli impianti di Cdr. Un’inchiesta che porta la firma dei pm Adolfo Izzo e Federico Bisceglia, che coinvolge Corrado Catenacci, ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, I suoi vice Giuseppe Sorace, Michele Greco, Ciro Turiello, ques’ultimo attuale amministratore delegato dell’Asia, azienda di igiene ambientale napoletana. Accanto ai quattro ex subcommissari, ci sono I dirigenti dell’associazione di imprese chiamati a Napoli a fronteggiare la crisi: sott’inchiesta anche Giovanni De Laurentiis (dipendente Fisia), Filippo Rallo (dipendente Fisia), Armando Cattaneo (amministratore delegato della Fibe), Roberto Ferraris (amministratore delegato della Fisia). L’inchiesta riguarda gli incendi delle ecoballe a Tufino. I pm scrivono: «Depositavano I rifiuti definiti sovvalli all’interno dei capannoni destinati al Fos, prodotto dall’impianto di Tufino e, omettendo di disporne la rimozione, cagionavano ripetuti incendi». Ancora: «Provocavano emissione di esalazioni moleste non consentite per legge e omettevano di adottare misure per rimuovere gli stessi, provocavano emissioni di esalazioni nocive, moleste». Insomma, avrebbero provocato un pericolo per la salute pubblica, secondo un’accusa che ora attende interrogatori e memorie difensive, sostenute dai penalisti Andrea Garaventa, Luigi Tuccillo, Federico Vigoriti, Claudio Botti, Orazio Cicatelli, Gerardo Parisi. Solo ai quattro commissari è contestata l’omissione in atti d’ufficio. L.d.g. da repubblicarifondazione contro rifondazione: tre tasse per riassumere la questione tra sodano e bassolino: 1) nocera firma la lettera do solidarietà a bassolino. 2)sodano lo definisce un errore. 3)gabriele parla di risentimenti personali. poi l intervista... sempre su repubblica ci sono le seguenti dichiarazioni di galgano "il territorio è ridotto ad una mega discarica, da troppo tempo." e ancora: "c'è un dato di fatto con cui la collettività campana e in particolare quanti vivono a Napoli debbono confrontarsi: è una sorta di insipienza generalizzata, cecità collettiva, incapacità di qualsiasi programmazione. che ha trasformato la regione in una pattumiera. ed in particolare la parte settemtrionale di napoli e di caserta in immondezzaio: nel quale non mancano sostanze gravamente tossiche , e nel quale si arricchiscono le organizzazioni criminali, contro questo fatto non è possibile opporre la distinzione tra politica ed amministrazione" insiste:"il disastro ambientale è così evidente da non consentire artifizi logici nè giuridici per evitare il controllo giudiziario. noi abbiamo disrisorse enormi perchè i cittadini continuino a vivere con la psazzatura fino ala collo. quali siano le vere responsabilità e di chi siano le queste responsabilità è un problema che sarà risolto gradualmente. peraltro, con gli strumenti spuntati che l'ordinamento dà all'autorità giudiziaria." siamo alla frutta, se anche sodano è messo fuori dal prc, allora anche questo partito è a pieno nella logica di governo dei ds. February 09 solidarietà a bassolino????Una lettera di solidarietà al governatore divide maggioranza Napoli, 8 feb. (Apcom) - Una lettera al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, getta lo scompiglio nella politica locale, coinvolgendo anche deputati e senatori. A far scoccare la scintilla della polemica una missiva di solidarietà dei capigruppo del centrosinistra alla Regione, per l'inchiesta sui rifiuti della Procura di Napoli che vede coinvolto anche il governatore campano. "Vogliamo esprimerti la nostra piú forte solidarietà per gli attacchi politici che subisci sulla vicenda dei rifiuti. Non ci sembra giusto - hanno scritto - che si diano interpretazioni politiche strumentali che ignorano il tuo lungo e faticoso impegno istituzionale per la costruzione degli impianti e la risoluzione complessiva del problema rifiuti fra tantissime difficoltà sorte sui territori". La lettera, peró, ha destato il disappunto del presidente della commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano. "Una lettera sbagliata. E' quantomeno inopportuno intervenire mentre si è in attesa di un pronunciamento dell'autorità giudiziaria. Un atto sospetto - ha dichiarato Sodano - un atto di interferenza politica". L'esponente di Rifondazione comunista nel ricordare che, nel 2003, aveva presentato un esposto in Procura, nutrendo il dubbio che "la gara vinta dalla Fibe (una delle società che gestiscono lo smaltimento rifiuti e che dovrebbe costruire anche il termovalorizzatore di Acerra, ndr) fosse truccata. Continuo a pensare che vi siano responsabilità precise da parte di chi, a suo tempo, e ripetutamente, non ha voluto ascoltare le sollecitazioni di chi suggeriva il rescindere il contratto con la Fibe", ha concluso il senatore. February 07 da l'espressoIl dossier della Procura sul ruolo del presidente della Regione Rifiuti, l´accusa dei pm alla gestione Bassolino Dario Del Porto Intercettato Facchi: "Ho coperto 9 anni di errori" Il governatore Antonio Bassolino non può appellarsi al principio di separazione tra attività politica e attività amministrativa per replicare all´ipotesi di truffa che gli viene contesta nell´ambito delle indagini sul ciclo dei rifiuti. È la tesi della Procura che si sofferma a lungo sul ruolo del presidente della Regione nelle oltre 100 pagine con le quali, nei giorni scorsi, ha chiesto la misura interdittiva delle sei società, fra cui Impregilo, Fibe e Fisia, componenti dell´Associazione temporanea di imprese aggiudicataria dei contratti per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Il comportamento tenuto da Bassolino nella qualità di commissario straordinario, carica ricoperta fino al febbraio 2004, appare agli occhi degli inquirenti caratterizzato «da un atteggiamento radicalmente diverso da quello dovuto». Agli atti dell´indagine dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano, sono richiamate intercettazioni telefoniche e anche un interrogatorio nel quale si parla di un presunto interessamento di Bassolino, tramite la sua segreteria particolare, per raccomandare tre assunzioni in Fibe. Le ordinanze. La ricostruzione della Procura, non ancora passata al vaglio del giudice, prende in esame il periodo fino al maggio 2004 e ipotizza una serie di inadempienze del contratto, come ad esempio la produzione di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) ritenuto non a norma. La gara d´appalto, ricordano i magistrati, aveva come «obiettivo primario» l´eliminazione della situazione di emergenza nel settore dei rifiuti che si trascina sin dal 1994. Ciò nonostante, secondo gli inquirenti, molti punti dell´accordo non sarebbero stati rispettati e il commissariato straordinario avrebbe posto in essere «comportamenti assolutamente distonici rispetto ai propri doveri e alle proprie prerogative giustificandoli in quella "emergenza" che proprio il puntuale e corretto esercizio dei poteri-doveri era preordinato a fronteggiare». In altre parole, l´emergenza sarebbe stata utilizzata come paravento per la «mancata attuazione di un progetto», nato invece con l´obiettivo di eliminare proprio quella situazione. Il commissariato, pur avendo ricevuto «comunicazioni allarmanti» dagli organi delegati per la vigilanza, si sarebbe comportato con inerzia «rispetto al comportamento manifestamente inadempiente» delle imprese oppure addirittura «mediante la redazione di provvedimenti che, lungi dal rivestire un pubblico interesse, hanno direttamente agevolato le inadempienze». Fra questi provvedimenti, vengono citate anche ordinanze firmate da Bassolino. Attività politica e amministrativa. In due interrogatori sostenuti in Procura, il presidente della Regione si è difeso spiegando di aver sempre impostato la propria attività istituzionale su una rigida separazione fra attività politica e amministrativa. «Mi sono occupato di scelte strategiche quali ad esempio la localizzazione degli impianti», ha ricordato Bassolino, aggiungendo di aver demandato alla struttura commissariale il compito di predisporre gli atti che venivano comunque vistati da un consulente giuridico. Ma è una versione che non convince la Procura. I pm Noviello e Sirleo sono convinti che «il ruolo amministrativo imponesse a Bassolino di sovrintendere personalmente alla cura della gestione del servizio». E questo perché «ogni eventuale, scellerata, scelta di non occuparsi dei compiti affidatigli per legge lasciandoli alle determinazioni dei suoi collaboratori avrebbe avuto il senso di un consapevole abbandono dei propri doveri». Alcuni testimoni sentiti dai pm hanno affermato che Bassolino, almeno fino 2003, aveva chiesto ai suoi collaboratori di essere informato «solo delle soluzioni e non dei problemi». Tesi definita dai pm «logicamente singolare» e che in ogni caso, a giudizio degli inquirenti, non esimerebbe «Bassolino dalle sue responsabilità in termini di doloso omesso controllo e quindi di compartecipazione alla truffa». Le intercettazioni. L´inchiesta si avvale anche di intercettazioni telefoniche. Tutti gli atti (oltre centomila pagine) sono stati depositati dopo la chiusura delle indagini. Alcuni colloqui vengono richiamati nel capitolo della richiesta di misura interdittiva per le società nel quale si fa riferimento a Bassolino. Viene citata una conversazione del maggio 2004 nella quale l´ex subcommissario Giulio Facchi (anche lui indagato nel procedimento) si lamenterebbe dell´obbligo, che gli sarebbe stato imposto da Bassolino, di redigere una relazione finale sul periodo trascorso dal governatore al vertice del commissariato perché, è il resoconto citato nell´istanza, così avrebbe dovuto «coprire 9 anni di cazzate» di Bassolino. In un´altra conversazione l´ex vicecommissario Raffaele Vanoli (a sua volta indagato) avrebbe parlato con una donna di una «cattiva gestione del commissariato» ad opera del presidente della Regione. La Procura ritiene che le intercettazioni facciano emergere «la attiva partecipazione di Bassolino alla vicenda in esame». Le assunzioni. Uno degli indagati, l´ingegnere Salvatore Acampora, ha riferito di aver appreso da Vanoli della richiesta di assunzione in Fibe «di tre nominativi» che sarebbe stata avanzata allo stesso Vanoli «dal segretario particolare di Bassolino, tal Boffa». Il quale non è indagato. Acampora ha aggiunto di non conoscere l´esito di questa presunta richiesta. Il particolare viene valutato dai pm come conferma di una «forte contiguità tra commissario di governo e affidataria». Le tappe del procedimento. L´istanza di interdizione delle società contiene anche la richiesta di sequestro del termovalizzatore di Acerra (impianto ancora in costruzione) e sarà esaminata dal giudice il 26 febbraio prossimo alla presenza dei difensori. Impregilo ha già replicato alle contestazioni assicurando di essere in grado di provare la piena trasparenza del proprio operato. Agli inizi di settembre i pm hanno chiuso l´inchiesta per 28 indagati (fra cui Bassolino) per i quali si attendono, nei prossimi giorni, le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. Tutti hanno respinto le accuse. (06 febbraio 2007) Torna indietro February 04 incendi di rifiutistamattina al risveglio a marigliano abbiamo trovato le campane dei rifiuti incendiate in 4-5 punti... perchè? le campane restano punti di accumulo di rsu per la cittadinanza in periodi di emergenza rifiuti. mi raccontavano stamattina che quando gli rsu sono bruciati cambiano codice cer e diventano rifiuti pericolosi che vengono smaltiti diversamente ed a costi più alti. secondo voi chi è stato stanotte ad incendiare 5 campane lungo una stessa strada a marigliano e perchè? Acerra e PelliniAMALIA DE SIMONE Acerra. Allevatori e associazioni di consumatori per ora non potranno essere parte civile nel processo per disastro ambientale causato, secondo le indagini del pm Maria Cristina Ribera, dal «Gruppo Pellini» di Acerra. L'azienda, è accusata di aver smaltito sostanze tossiche facendole diventare fertilizzante agricolo, o abbandonadole nelle campagne coltivate, o sversandole nel sistema fognario dei Regi Lagni, prima di finire in mare. All’apertura del processo l’unica parte civile ammessa è stata il Ministero dell'ambiente mentre associazioni di consumatori, enti locali e il gruppo di allevatori che aveva manifestato nei pressi della regione Campania, lasciando all’ingresso cadaveri di pecore, sono stati esclusi. Almeno per ora. Infatti il tribunale si è riservato di poterli ammettere qualora si configuri un danno diverso da quello ambientale. Gli allevatori e le associazioni di consumatori, sopratutto dopo l’allarme diossina che ha interessato I prodotti provenienti dall’area Acerrana, si ritengono danneggiati dalle attività illecite oggetto del processo cominciato ieri. Gli imputati sono 14 tra imprenditori, funzionari e due ex sottufficiali dei carabinieri. Tutti dovranno rispondere di accuse pesantissime: associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e al disastro ambientale, falso in atti pubblici e false fatturazioni. L’indagine condotta dal pm Cristina Ribera è stata avviata nel 2002 e si è articolata in vari filoni investigativi. Secondo la ricostruzione della procura di Napoli diossina, mercurio e amianto viaggiavano di notte, sui Tir che dal Veneto, dalla Toscana e dal Lazio attraversavano l’autostrada del Sole diretti a sud. La corsa terminava ad Acerra, dove a smaltirli ci pensava il gruppo Pellini che secondo le indagini aveva collaudato un sistema sicuro e spregiudicato, smaltendo sostanze tossiche in regi lagni e campi coltivati. Per anni nel loro impianto di smaltimento di Acerra, l’azienda ha garantito alle industrie che dovevano disfarsi dei più temibili veleni e di sostanze altamente cancerogene. Fu l’operazione denominata «Ultimo atto» a mettere un punto alle loro attività: grazie ad un blitz che impegnò carabinieri, finanzieri e uomini della Direzione investigativa antimafia, coordinati dal pm Ribera dalla Procura di Napoli, 14 persone finirono in manette. I carabinieri del Comando tutela ambiente eseguirono centodieci perquisizioni in tutta Italia e sequestrarono otto impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi; furono sequestrati anche quattro milioni di euro, somma che, secondo l’accusa, I titolari della Pellini avrebbero preteso a titolo di rimborso dal Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti. February 03 bonifica a castello di cisternal'altro giorno le sentinlle che il comitato per la tutela del diritto alla salute ha sparse sul territorio mi chiamano: "vicino al cumulo presente alla seconda rotatoria di brusciano sulla variante 7 bis c'è un camion di perna ecologhia ed uomini in tuta bianca" mi reco subito sul posto ed incontro il proprietario terriero e l'ingegnere responsabile della procedura per perna. ebbene si, la bonifica comincia a spese del povero contadino che ha subito il danno. provo a chiedere informazioni sul luogo dove finiranno tali scorie (rifiuti di fonderia cancerogene contenente metalli pesanti) l'ingegnere dichiara che andranno fuori regione, forse nel lazio. mi spiega anche la procedura: il terreno era sequestrato dalla magistratura di nola, che ha disposto il dissequestro solo per la rimozione dei rifiuti. successivamente infatti verranno ripostio i sigilli fin quando asl e arpac non assicureranno che il terreno è onficato. intanto la procura ha disposto il disseqiestro leggendo ed autoruzzando una precisa procedura che però non ci è data di sapere. l'ingegnere aggiunge: "la questione è già diventata i dominio pubblico?" ed io gli rispondo: "perchè non dovrebbe esserlo? si tratta della salute di tutti noi!" ma adesso chi controlla il luogo dove verranno stoccati questi sacchi di ceneri mortali? |
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