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Sono Nunzia Lombardi, inviata dal triangolo della morte

i documenti e i dati riportati qui in ordine cronologico sono raccolti nel libro Campania infelix di bernardo Iovene

Nunzia Lombardi

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per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui, raccogliendo dati direttamente o attraverso giornali.
November 12

"Clan alleati alle urne per Nicola" Un pentito: "Ho iscritto tanti a Fi"

"Clan alleati alle urne per Nicola" Un pentito: "Ho iscritto tanti a Fi" di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO Nicola Cosentino NAPOLI - Quando si trattava di scegliere il candidato giusto per le elezioni, i boss del clan dei Casalesi Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti mettevano da parte tutte le divisioni. Le due famiglie camorriste diventavano una cosa sola. E l'ordine di votare il nome prescelto, racconta il pentito Domenico Bidognetti, veniva impartito sul territorio in maniera "capillare", come scrive il giudice Raffaele Piccirillo nell'ordinanza di arresto per concorso in associazione camorristica inoltrata alla Camera nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. Il pentito Bidognetti, rileva il giudice, "rievoca il sostegno elettorale all'indagato Cosentino come caso addirittura emblematico del sistema praticato dal clan dei Casalesi per scegliere e promuovere i propri referenti politici". La strategia del consenso. Le indicazioni di voto dei due padrini venivano comunicate ai capizona i quali, dice il pentito, "non avrebbero potuto discostarsi dalle scelte fatte a monte". Così, secondo Bidognetti, sarebbe andata anche per le candidature di Cosentino che avrebbe avuto un "legame molto più stretto con la famiglia Schiavone rispetto alla famiglia Bidognetti in ragione di rapporti parentali con Giuseppe Russo", soprannominato "Peppe 'o padrino", cognato di uno dei fratelli di Cosentino. Bidognetti dice di aver conosciuto "personalmente" Cosentino per averne frequentato la famiglia e ricorda che il padre del parlamentare, "durante una campagna elettorale negli anni '80 aveva regalato buoni di 50 litri di carburante a chi gli assicurava che avrebbe votato per il figlio". Il grande elettore. Il pentito Gaetano Vassallo, imprenditore dei rifiuti, collaboratore di giustizia dall'estate 2008 e principale accusatore di Cosentino, viene definito "un grande elettore" del sottosegretario. E in un verbale racconta: "Sono tesserato Forza Italia e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione di Cesa. Mi è capitato in due occasioni di sponsorizzare la campagna elettorale di Cosentino offrendogli cene presso il ristorante di mio fratello. Cene costose, alle quali erano invitate centinaia di persone delle quali io e i miei fratelli ci assumevamo interamente il costo". Ieri intanto il deputato del Pdl Gennaro Coronella ha querelato per diffamazione Vassallo che lo aveva indicato fra i politici appartenenti al "tessuto camorristico" della zona. Latitanti nel Napoli club. In un verbale del 1996 un altro pentito, Dario De Simone, riferisce che un "buon gruppo" di affiliati al clan "frequentava il club Napoli di corso Umberto a Casal di Principe, circolo che abitualmente frequentava Cosentino. Durante la latitanza talvolta io e Walter Schiavone abbiamo dormito nei locali di questo circolo". La guerra dei rifiuti. Al centro dell'inchiesta condotta dai pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci ci sono soprattutto le attività nel settore dei rifiuti della società mista Eco4 dei fratelli Sergio e Michele Orsi, sulla quale Cosentino avrebbe esercitato "un controllo assoluto". Secondo il gip, l'espansione di Eco4 incarna "il paradigma dell'impresa mafiosa". L'indagine prende in esame anche la costituzione del "superconsorzio" Impregeco, al quale erano interessati gli Orsi, che nel 2001-2002 avrebbe dovuto creare un ciclo integrato nei rifiuti estromettendo gli originari affidatari di Fisia-Italimpianti. Agli atti è citata una telefonata (intercettata in un diverso procedimento sul ciclo dei rifiuti che non riguarda vicende di camorra) nella quale un dirigente di Fibe si sfoga con amico e dice: "È lotta qui a Napoli, stanno cercando in tutti i modi di costituire un superconsorzio per subentrare". Salvate il soldato Stolder. Secondo la collaboratrice di giustizia Anna Carrino, ex moglie di Bidognetti, Cosentino si sarebbe attivato per favorire il trasferimento a Napoli e Caserta di un giovane militare, figlio di un malavitoso napoletano, Raffaele Stolder, all'epoca dei fatti detenuto nello stesso carcere di Bidognetti. I lavori nella chiesa di don Diana. Carmine Schiavone, il primo pentito del clan dei Casalesi, riferisce un episodio che chiama in causa un martire della lotta alle mafie: don Peppino Diana, il parroco di Casal di Principe assassinato il 19 marzo 1994 per l'impegno anti-camorra. Negli interrogatori del 21 marzo 1994, dunque due giorni dopo il delitto, e del 29 ottobre 1996, Schiavone dice di aver fornito gratuitamente alla chiesa di San Nicola cemento pagato da un imprenditore locale che Cosentino aveva "favorito durante l'espletamento del suo incarico nella giunta provinciale di Caserta". Si legge nel verbale dell'ottobre 1996: "Alla base della fornitura gratuita a don Giuseppe Diana vi era il sostegno che il medesimo Diana aveva dato, su mia richiesta, a Cosentino per le elezioni provinciali del 1990". L'episodio è agli atti dell'inchiesta. Schiavone è ritenuto un collaboratore attendibile. Ma va ricordato che le inchieste e i processi celebrati nei confronti di mandanti ed esecutori del delitto hanno indagato in profondità nella vita di don Diana, senza che nulla potesse mettere in discussione la trasparenza e la lealtà di un sacerdote che con fermezza e coraggio si era opposto alla camorra. © Riproduzione riservata(12 novembre 2009)Tutti gli articoli di politica
November 10

vassallo e le sue confessioni

UNA STRALCIO DEL VERBALE D'INTERROGATORIO DI UN COLLABORATORE DI GIUSTZIA SULLE DISCARICHE DEI CASALESI E I RIFIUTI CHE ARRIVANO DAL NORD Ditta POOL ECOLOGIA s.r.l. di CARDELLA Francesco con sede in Lucca di cui conoscevo personalmente lo stesso amministratore Francesco CARDELLA ed alcuni suoi collaboratori tra cui CATERINO Luigi di Torre del Lago e di origini si S.Cipriano d’Aversa. ….OMISSIS…CATERINO Paolo mi fece conoscere il cugino, poiché in quel periodo io avevo stipulato già un contratto con un’altra ditta della Toscana,DELCA di DEL CARLO Candidino di Capannoni (LU) che mi dava una somma mensile di quattro milioni di vecchie lire, soltanto per avere la disponibilità della discarica,e conferire i rifiuti anche senza utilizzarla. Tale situazione durò per 5-mesi circa , successivamente iniziò a scaricare Pulper di cartiera(un rifiuto speciale). Visto ciò, che, cioè, avevo dato disponibilità ad una ditta di fuori regione di scaricare rifiuti tossici e speciali, venne da me il CATERINO Paolo, in compagnia del Luigi, chiedendomi di dare una mano al Luigi stesso e, per il suo tramite, alla ditta che rappresentava, la POOL ECOLOGIA, al fine di farle scaricare gli stessi rifiuti…OMISSIS…. Con tale ditta ho lavorato dal 1988 al 1992. La pool ecologia ha scaricato nell’invaso da me individuato come 1 nel corso del sopralluogo che ho effettuato con la p.g. in località schiavi della novambiente di Giugliano e nel 2 sito a Masseria del Pozzo di Giugliano e nel sito nr. 3 di Giuliani Raffaele sempre a Giugliano Ditta S.C.M. di MARZIO Venturino, con sede a Montecatini Terme (PT…OMISSIS… Se non sbaglio MARRANDINO Francesco era parente del MARINO. Il Marrandino a metà degli anni ’90, mi chiamò chiedendomi di fornire un appoggio per scaricare presso la mia discarica ad alcuni amici suoi . Si riprende il verbale dopo una breve sospensione alle ore ore 16.00 Le persone che dovevano scaricare erano il geometra SAURO, impiegato al comune toscano di Lamporecchio, Marzio VENTURINO – che gestiva un centro di distribuzione di gasolio nello stesso comune di Lamporecchio -;l’accordo che fu fatto era che io dovevo dare una percentuale fissa sui guadagni dello sversamento a favore di MARINO Luigi e di MARRANDINO Francesco, pari a lire 10 per ogni chilo di prodotto sversato dalla S.C.M. società di SAURO e VENTURINO. In particolare io mi facevo dare dalla scm una somma maggiorata rispetto alla somma che richiedevo ordinariamente e la maggiorazione parti al 10 % dovevo versarla a Marrandino e a Marino Luigi perché gli stessi mi imposero tale tangente per consentirmi di far scaricare i rifiuti alla scm che mi era stata presentata dagli stessi . Questo accordo andò a buon fine, tanto che , al fine di fare loro acquisire alcuni macchinari, presentai al SAURO il responsabile della ditta COLUCCI APPALTI spa di S.Giorgio a Cremano e così iniziammo a fare i trasporti.Abbiamo lavorato insieme per qualche anno dal 1988 al 1992.Ricordo che i germani Pietro e Franco COLUCCI unitamente al loro cugino Francesco COLUCCI della COGEST utilizzavano la cocaina, spesso l’abbiamo tirata insieme nei loro uffici.Alle ore 16.15. si sospende il verbale e si riapre alle ore 16.25 Ditta individuale ZAVAGLI OLIVIERO con sede in Montecatini Terme (PT) della quale conoscevo il responsabile con cui ho partecipato anche ad alcuni spettacoli televisivi trasmessi da Montecatini Terme, unitamente all’allora vice Sindaco della stessa città amico dello ZAVAGLI che mi hanno dato i biglietti per alcuni trasmissioni . Non ricordo chi mi abbia presentato tale ditta con la quale ho lavorato per molti anni dal 1988 al 1992.La Zavagli ha scaricato negli invasi nr.1. 2 3 da me indicati alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente …OMISSIS…Ditta F.lli VANNI, con sede a Viareggio (LU),….La ditta ha scaricato negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente Ditta DEL . CA. S.p.a. dei F.lli DEL CARLO con sede a Porcari o Capannoli (LU); La ditta è stata la prima azienda che ha scaricato negli anni 1988-1992negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente. Ditta IDECO s.r.l. con sede in Pisa che ha scaricato negli anni 1988-1990negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente - Ditta TRA. SFER. MAR. s.r.l di Ferdinando CANNAVALE di LA SPEZIA che ha scaricato negli anni 1988-1992negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente. Ditta RECUPERI CARNEVALE s.r.l. di Biagio CARNEVALE con sede a Velletri (ROMA) che ha scaricato negli anni 1988-1992negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente.A volte gli sono stati da me fatturate e timbrate delle bolle di materiale in realtà mai scaricato previo versamento di corrispettivo Ditta ECOLMACI s.r.l. di MARINOZZI con sede a Cisterna di Latina (LT) che ha scaricato negli anni 1988-1992 negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente .A volte gli sono stati da me fatturate e timbrate delle bolle di materiale in realtà mai scaricato dalla ditta predetta previo versamento di corrispettivo . Ditta NOCERA Antonio di Nettuno ha scaricato negli anni 1988-1992:negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente .Ricordo che anche dopo il 1992 gli sono stati da me fatturate e timbrate delle bolle di materiale in realtà mai scaricato dalla ditta predetta previo versamento di corrispettivo .Dopo il 1992 hanno utilizzato timbri falsi miei ed io li ho denunziati Ditta CARTOFER dei f.lli DEL PRETE con sede ad Arzano (NA): ha scaricato negli anni 1998-2003negli invasi da me indicati come nr.1. alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente. Ditta ECOLOGIA 89 s.r.l. di CERCI Gaetano con sede a Casal di Principe (CE); ha scaricato negli anni 1988-1992negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente; Ricordo che anche dopo il 1991 gli sono stati da me fatturate e timbrate delle bolle di materiale in realtà mai scaricato dalla ditta predetta previo versamento di corrispettivo, ma in realtà i rifiuti venivano conferiti nella discarica AL.MA. gestita da Luca Avorio in Qualiano (NA), quest’ultimo non poteva firmare per problemi amministrativa che gli avevano sospeso l’autorizzazione; Ditta individuale DI PUORTO Francesco con sede a Torre del Lago (LU) ha scaricato negli anni 1988-1992 negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente; Ditta 3F. ECOLOGIA s.r.l. dei f.lli FORNACIARI con sede a Porcari (LU), ha scaricato negli anni 1990-1991 rifiuti a seguito di circa 10 viaggi negli invasi da me indicati come nr.2 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente; Ditta di cui CARDIELLO Luigi è titolare insieme alla sua convivente di nazionalità italiana di cui non ricordo il con sedi in Sant’Arsenio (SA) mentre entrambi abitavano in Toscana;la ditta ha scaricato negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente negli anni 1988-1992 nonchè dal 1998 al 2003 nell’invaso dei miei fratello Nicola ed Anotnio e Cesario;Ditta ECOLOGIA BRUSCINO s.r.l. dei f.lli BRUSCINO con sede a S.Vitaliano (NA) ha scaricato negli anni 1988-1992 rifiuti liquidi negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato ; Ditta CRISTALL s.r.l. di Raffaele VEROLLA con sede a Lusciano che ha scaricato negli anni 1988-1992 negli invasi da me indicati come nr.1. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato; Ditta S.I.S.E.R. s.r.l. di Generoso ROMA con sede a Villa Literno (CE) che ha scaricato negli anni 1988-1992 negli invasi da me indicati come nr. 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente,nell’invaso 1 nell’anno 2002 mentre nel terreno dei miei fratelli Nicola,Antonio e Cesario ha scaricato dal 1998 al 2003 Ditta R.F.G. s.r.l. di Elio ROMA con sede in Trentola Dugenta ) che ha scaricato negli anni 1988-1992negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo effettuato precedentemente,mentre nel terreno dei miei fratelli Nicola,Antonio e Cesario ha scaricato negli anni 1998,2003; Voglio precisare che ci sono state due fasi di smaltimento di rifiuti presso le mie discariche ed ovvero dal 1988-1992 e poi dal 1997 al 2003- Ditta AUTOESPURGHI CACCAVALE s.r.l. di Antonio CACCAVALE da Napoli, con sede in Afragola nei pressi dell’aeroporto (NA) che ha scaricato negli anni 1988-1992rifiuti liquidi negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato,; Ditta F.lli TORTORA gestita da due fratelli ,se ricordo bene originari del Salernitano con sede in Campania, non ricordo di preciso l’intestazione delle due società e la località di ubicazione delle stesse che ha scaricato negli anni 1988-1992 rifiuti liquidi e solidi negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato Ditta individuale BORTONE Domenico con sede in Cesa (CE); che ha scaricato negli anni 1988-1992,materiali inerti negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato ,ha scaricato anche nel 1998 nell’ invaso 1 mentre nel terreno dei miei fratelli Nicola,Antonio e Cesario ha scaricato negli anni 1998,2003 Ditta individuale MINALE Aniello, con sede in Aversa (CE) che ha scaricato negli anni 1988-1992,materiali inerti negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato; Ditta VILTEX s.r.l. di Ercolano (NA),e di Pistoia di tale Villani non ricordo chi ne era responsabile; che ha scaricato negli anni 1988-1992,balle di stracci negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato Ditta COLUCCI APPALTI s.p.a. con sede a S. Giorgio a Cremano (NA) che ha scaricato negli anni 1988-1992,rifiuti speciali ed urbani negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato;…OMISSIS… Ditta ECOGEST di COLUCCI Pietro con sede a S. Giuseppe Vesuviano (NA) che ha scaricato negli anni 1988-1992, negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato. Ditta SANTA MARIA non ne ricordo bene il nome con sede nella provincia di Napoli zona vesuviana ma non ricordo di preciso la località che ha scaricato negli anni 1988-1992,rifiuti negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato;in realtà si tratta di conferimenti fittizi perché io mi sono limitato a mettere un timbro che attestava falsamente lo smaltimento. Ditta Langella Mario nei pressi di Casalnuovo dopo Caloria in particolare che ha scaricato negli anni 1988-1992,rifiuti speciali negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato. Ditta di tale PERNA Paolino con sede a Marigliano (NA) che ha scaricato negli anni 1988-1992, negli invasi da me indicati come nr. 1 2 .3 alla p.g. nel corso del sopralluogo da me effettuato. Voglio ancora precisare che a seguito della demolizione delle Torri di Castelvoltruno che fu affidato ai fratelli Sergio e Michele Orsi ho smaltito nel 2002 -2003 i rifiuti conseguenti in parte nelle cave di sabbia e nelle mie discariche che già erano chiuse Vorrei indicare alcuni particolari, in merito alla qualità e tipo di rifiuti trasportati dalle sopra indicate ditte e società. In particolare le ditte che qui di seguito indico hanno conferito negli anni dal 1988 al 1992 nei siti da me prima indicati rifiuti solidi urbani,scarti delle cartiere tecnicamente denominati PULPER DI CARTIERA , e rifiuti speciali assimilabili agli urbani e rifiuti speciali nocivi classificati secondo la Legge 915/82: POOL ECOLOGIA s.r.l. di CARDELLA Francesco con sede in Lucca Ditta S.C.M. di MARZIO Venturino, con sede a Montecatini Terme (PT); Ditta individuale ZAVAGLI OLIVIERO con sede in Montecatini Terme (PT); Ditta F.lli VANNI, con sede a Viareggio (LU); Ditta DEL . CA. S.p.a. dei F.lli DEL CARLO a Capannori Ditta IDECO s.r.l. con sede in Pisa; Ditta TRA. SFER. MAR. s.r.l di Ferdinando CANNAVALE di LA SPEZIA; Ditta ECOLOGIA 89 s.r.l. di CERCI Gaetano con sede a Casal di Principe (CE); Ditta individuale DI PUORTO Francesco con sede a Torre del Lago (LU); Ditta 3F. ECOLOGIA s.r.l. dei f.lli FORNACIARI con sede a Porcari (LU); Ditta COLUCCI APPALTI s.p.a. con sede a S.Giorgio a Cremano (NA) ;Ditta ECOGEST s.r.l. di COLUCCI Pietro con sede a S.Giuseppe Vesuviano (NA);Le due ditte che indico adesso ovvero Ditta NOCERA Antonio di Nettuno;cioè quella di NOCERA ha conferito esclusivamente rifiuti speciali e ospedalieri provenienti da altre regioni in particolare dal Lazio , mentre la Ditta SANTA MARIA conferiva FITTIZAMENTE come vi ho detto prima rifiuti provenienti dalla regione Campania.….OMISSIS… Le cinque ditte che indico, trasportavano rifiuti speciali liquidi tossici e nocivi provenienti dalla produzione civile ed industriale,in Campania. Ricordo che nel periodo estivo i percolati o il liquido caseario senza alcun trattamento venivano utilizzati per innaffiare i piazzali delle discariche aridi e secchi; i fanghi , il serio di mozzarella ed il percolato altamente tossico e nocivo venivano utilizzati anche senza alcun trattamento per l’irrigazione e la concimazione dei campi di coltivazione di ortaggi e frutta che ho indicato alla p.g. nel corso dei sopralluoghi. In particolare la ditta ECOLOGIA BRUSCINO, trasportava i fanghi tossici e cenere provenienti dalle centrali ENEL, si trattava di fanghi umidi palabili.La ditta Cristal di Verolla Isidoro trasportava percolati e fanghi liquidi, prodotti caseari,e scaricava nell’invaso da me indicato alla p.g con il nr.1.,2,3 ,mentre la ditta del CACCAVALE trasportava e scaricava i rifiuti tossici e fanghi palabili delle ditte MERIDIONAL BULLONI di Torre del Greco o Annunziata e della CYBA-GAY azienda farmaceutica con sede all’uscita dell’autostrada A3 di Castellammare di Stabia(NA).Il responsabile della Ciba Gaj era ben a conoscenza che i rifiuti erano smaltiti illegalmente;ricordo infatti che talvolta sono venuti i responsabili in più occasioni per verificare lo smaltimento in discarica –.La Ciba Gay attestava che il materiale conferito era idoneo alla produzione dei legumi:posso dire che questo non era vero perché sulla terra su cui veniva smaltito il rifiuto non ho visto mai nascere mai alcuna frutta o ortaggio .I rifiuti liquidi erano talmente inquinanti che quando venivano sversati producevano la morte immediata di tutti i ratti come ho potuto constatare di persona più volte dall’anno 1988 al 1992 negli invasi da me individuati precedentemente con i n° 1-2-3. Ricordo altresì che i rifiuti liquidi della MERIDIONAL BULLONI, quando giungevano con cisterne speciali in acciaio inox anticorrosive, gli stessi friggevano e scioglievano per esempio rifiuti in plastica.Ricordo fra le varie ditte la ditta CSMI dell’ing. GALLO con sede a Napoli, conferiva agli invasi 1.2.3. negli anni 1986-1992 i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione dei regi lagni di Villa Literno. Il PERNA Paolino con sede a Marigliano (NA) non ricordo il tipo di società, trasportava ceneri spente dell’ENEL di Brindisi sede di centrale termoelettrica. La Ditta F.lli TORTORA ,trasportava e scaricava rifiuti liquidi speciali soprattutto nel periodo estivo anche nei fossi laterali ai margini delle strade interpoderali nelle mie discariche La ditta Langella scaricava rifiuti speciali e d ospedalieri Le due sottonotate ditte, conferivano rifiuti liquidi e solidi, provenienti da industrie, aziende ospedaliere e insediamenti civili ed anche da aziende di oli esausti dalal zoan di Velletri .Molte volte si trattava di conferimenti fittizi.Si tratta della Ditta ECOLMACI s.r.l. di MARINOZZI con sede a Cisterna di Latina (LT);Ditta RECUPERI CARNEVALE s.r.l. di Biagio CARNEVALE con sede a Velletri (ROMA); Le due sottonotate ditte conferivano rifiuti inerti proventi da demolizioni di insediamenti civili e industriali senza alcuna autorizzazione al trasporto.Ditta individuale BORTONE Domenico con sede in Cesa (CE)che ha scaricato nel periodio 1998-2003 nell’invaso 1 e nel terreno dei miei fratelli Nicola,Antonio e Cesario oltre che nell’anno 1998- 2002 nell’invaso da me indicato come 1,2,3, Ditta individuale MINALE Aniello, con sede in Aversa (CE); La ditta Ditta VILTEX s.r.l. dei fratelli Villano di Ercolano (NA), trasportava soltanto tessuti e balle di indumenti oggetto di scarto di lavorazione, provenienti da Ercolano e da fuori regione,in particolare da Pistoia, sprovvisti di qualsiasi permesso. Le due sottonotate ditte trasportavano fanghi non trattati di concerie e industrie varie provenienti da fuori regione ;hanno scaricato nel periodo 1998-2003 nell’invaso 1 e nel terreno dei miei fratelli Nicola,Antonio e Cesario oltre che nell’anno 1998- 2002 nell’invaso da me indicato come 1,2,3 alla p.g. in sede di sopraluogo Ditta S.I.S.E.R. s.r.l. di Generoso ROMA con sede a Villa Literno (CE); Ditta R.F.G. s.r.l. di Elio ROMA con sede in Trentola Ducenta. La Ditta TRA. SFER. MAR. s.r.l di Ferdinando CANNAVALE di LA SPEZIA è una società di intermediazione commerciale e si interessava di trovare per conto di smaltire i rifiuti di qualsiasi genere dagli insediamenti civili, a quelli industriali e ospedalieri,pulper di carteria La Ditta CARTOFER dei f.lli DEL PRETE con sede ad Arzano (NA), rifiuti speciali tossici e civili provenienti dai propri cicli di lavorazione relativa alla rottamazione dei veicoli ,batterie ed acidi esausti senza alcun tipo di fatturazione ed autorizzazione al trasporto ed allo smaltimento nell’invaso da me indicato come nr. 1 alla P.g. nel periodo 1998-2003 . Mi riservo di indicare altre ditte o indicare meglio i periodi in cui sono state scaricate i rifiuti.P.Q.M.Letto l’art. 253 c.p.p.Dispone Il sequestro probatorio dei seguenti immobili e siti: ubicato in località Schiavi in S. Maria a Cubito di Giugliano adibito a discarica già gestita dalla società Novambiente s.r.l. dei fratelli Vassallo (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 08.04.2008, indicato come Sito nr. 1) ubicato in località Schiavi/Masseria del Pozzo nel Comune di Giugliano riferibile alla gestione di Giuliani Raffaele (cd. “cava Giuliani”) (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 08.04.2008 indicato come Sito nr. 3); ubicato in località S. Giuseppiello (Comune di Giugliano) (costituito da un terreno apparentemente agricolo su cui insistono alberi di pioppo ed erbacee) di proprietà di Vassallo Cesareo (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 08.04.2008 indicato come Sito nr. 5); ubicato in località S. Giuseppiello (Comune di Giugliano) (posto a circa 50 metri dal sito prima indicato) costituito da un terreno apparentemente agricolo su cui insistono alberi di frutta tra cui ciliegi di proprietà di Vassallo Renato e Nicola (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 08.04.2008 indicato come Sito nr. 6); ubicato sulla strada privata Trentola/Ischitella nel Comune di Giugliano in Campania, di fronte all'azienda "Sarachiello Legnami" costituito da un terreno apparentemente agricolo (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 08.04.2008 indicato come Sito nr. 7); ubicato in località Torre di Pacifico del Comune di Lusciano, adibito a discarica abusiva, (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 09.05.2008 indicato come Sito nr. 1); ubicato in località Torre di Pacifico del Comune di Lusciano adibito a discarica abusiva (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 09.05.2008 indicato come Sito nr. 2); ubicato in località Schiavi in S. Maria a Cubito di Giugliano al confine con la discarica già gestita dalla società Novambiente s.r.l. dei fratelli Vassallo, adibito ad uso discarica gestita attualmente dal Consorzio "Na 1" (di cui al verbale di sopralluogo della Squadra Mobile di Caserta del 09.05.2008 indicato come Sito nr.3) Pubblicato da le NEWS di Paolo Chiariello a 22.30
October 21

mastella e famiglia!

21-10-09 NAPOLI/INCHIESTA APPALTI: PER I PM GESTIONE ARPAC IN MANO AI MASTELLA (ASCA) - Napoli, 21 ott - Sessantatre indagati e 25 misure interdittive eseguite sulla base di una teoria dei pm della Procura di Napoli secondo cui erano Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo a ''gestire'' appalti, assunzioni ed affidamenti d'incarico dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'ambiente della Campania. Tra i colpiti dalle 25 misure restrittive, anche l'ex direttore dell'Arpac Luciano Capobianco, 52 anni, (ai domiciliari). Notifica di divieto di dimora in Campania e zone limitrofe e' stato notificato alla presidente del Consiglio della Campania Sandra Lonardo, al consuocero Carlo Camilleri, all'ex segretario regionale dell'Udeur Antonio Fantini, ai consiglieri regionali Fernando Errico e Nicola Ferraro, agli ex direttori generali dell'Asl Benevento 1, Ruggiero Cataldi e Mario Scarinzi, al dirigente dell'Asl Bn 1, Arnaldo Falato, ai dirigenti dell'Arpac Carmelo Lomazzo, Massimo Mengozzo e Francesco Polizio ed gli imprenditori Valerio Azzi, Giuseppe Ciotola e Massimo Palmieri. Divieto di dimora a Napoli, Caserta e Benevento e' stato notoficato ad altri due imprenditori, Bartolomeo Piccolo e Giustino Tranfa, ed al professionista Antonio Giuseppe Zerrillo. Divieto di esercitare impresa o professione per cinque imprenditori (Gaetano Criscione, Francesco Di Palma, Fabrizio Merolla e Claudio e Fabio Rossi) e un professionista (Antonello Scocca). Per i magistrati Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo avrebbero costituito un'associaizone a delinquere con altri 25 indagati compiendo truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico continuato e concussione.
October 09

denuncia per savignano irpino

Al Signor Procuratore della Repubblica di Napoli Al Signor Sindaco del Comune di Sant’Antimo (NA) All'A.R.P.A. Campania e per conoscenza Al Comando Stazione Carabinieri di Sant’Antimo (NA) Sant’Antimo, 8 Ottobre 2009 OGGETTO: denuncia di discarica abusiva. I soci dell’Associazione ambientalista “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” segnalano agli organi in indirizzo quanto segue: in via E. Ferrari, via 2 Novembre e via C. Colombo del Comune di Sant’Antimo (NA), sussistono discariche di rifiuti abbandonati, tra queste si rileva la presenza di Eternit, pneumatici ed ingombranti. [Si allegano foto] Si segnala quanto sopra affinché ciascun organo in indirizzo possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente ai sensi della legge n. 22/97 e succ. mod., nonché delle leggi sanitarie al fine di disporre opportuni interventi di bonifica. I firmatari: NOME COGNOME DOCUMENTO ID. FIRMA Al Signor Procuratore della Repubblica di Napoli Al Signor Sindaco del Comune di Sant’Antimo (NA) All'A.R.P.A. Campania e per conoscenza Al Comando Stazione Carabinieri di Sant’Antimo (NA) Sant’Antimo, 8 Ottobre 2009 OGGETTO: denuncia di discarica abusiva. I soci dell’Associazione ambientalista “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” segnalano agli organi in indirizzo quanto segue: in via E. Ferrari, via 2 Novembre e via C. Colombo del Comune di Sant’Antimo (NA), sussistono discariche di rifiuti abbandonati, tra queste si rileva la presenza di Eternit, pneumatici ed ingombranti. [Si allegano foto] Si segnala quanto sopra affinché ciascun organo in indirizzo possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente ai sensi della legge n. 22/97 e succ. mod., nonché delle leggi sanitarie al fine di disporre opportuni interventi di bonifica. I firmatari:
October 03

intervista ad una mamma,

 

September 29

ancora inchieste sulle mancate bonifiche

Rifiuti, nuova inchiesta sulle bonifiche Indagini su un affare da 180 milioni di LEANDRO DEL GAUDIO NAPOLI (28 settembre) - Non ci sono solo codici ritenuti «taroccati» o rifiuti considerati «tombati» nella storia delle bonifiche in Campania. Non solo interventi di riqualificazione sospetti , ma anche un’inchiesta sulla gestione di milioni di euro investiti in Campania per ripulire discariche a cielo aperto. Ed è così che, dopo aver chiesto il processo per i vertici della Jacorossi - società leader in campo ambientale -, emerge un altro profilo investigativo, un’altra inchiesta non ancora formalmente conclusa. Un’inchiesta allo stato tecnicamente aperta: la Procura sta infatti indagando sugli appalti messi in moto nel corso degli anni della grande crisi rifiuti in Campania per bonificare siti e discariche abusive, per ripulire lo scempio che univa senza soluzione di continuità Napoli e Caserta. Un’inchiesta in cui - è bene chiarirlo subito - la questione ambientale c’entra solo come sfondo originale, come scenario su cui puntare i riflettori. A guidare le indagini, questa volta, sono i pm del pool mani pulite, coordinato dall’aggiunto Francesco Greco. Fascicolo affidato al pm Ettore La Ragione, che ha condotto in questi mesi il lavoro della Finanza tra imprese private e, a più riprese, i Palazzi istituzionali della regione. L’obiettivo è fare chiarezza su 180milioni di euro: serviti a sostenere lavoratori socialmente utili, a volte immortalati durante periodi di inattività, ma anche a mettere in moto la macchina delle commesse pubbliche. Ma qual è il target dell’inchiesta? Perché le bonifiche di intere fette di territorio regionale tornano sul tavolo degli investigatori? Tutto da mettere a fuoco, nell’ottica del pm, un meccanismo triangolare: i soldi arrivavano dal «commissariato di governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque della regione Campania» alla Jacorossi, società leader in Europa nel campo della riqualificazione ambientale del territorio; poi, dalla Jacorossi sono stati finanziati interventi da realizzare in subappalto. Ed è quest’ultimo tassello l’oggetto dell’inchiesta sulle bonifiche. Scontato il binario seguito degli investigatori: quali e quante gare sono state effettuate per assegnare commesse in subappalto? Come è stato amministrato il flusso di fondi pubblici diretto sulla galassia di società satellite? Per rispondere a queste domande, la Procura ha delegato un’ampia indagine al pool Tutela della spesa pubblica del colonnello Sandro Barbera. In campo, dunque, gli specialisti del comando provinciale delle fiamme gialle guidato dal generale Giovanni Mainolfi. A più riprese gli investigatori hanno acquisito atti ufficiali sulle cosiddette «transazioni», che hanno regolato in questi anni il rapporto triangolare Commissariato bonifiche-Jacorossi-subappalti. Ma soprattutto, gli inquirenti hanno ascoltato tecnici e funzionari regionali, politici ed amministratori per mettere a fuoco il groviglio di subappalti e transazioni. Sono stati così interrogati - in qualità di persone informate dei fatti - volti noti del panorama politico-amministrativo campano, nel corso di una vicenda che ha subìto - cosa più o meno inevitabile - discovery parziali, per il momento in via incidentale. © RIPRODUZIONE RISERVATA da il mattino
September 28

lettera di mariarosa

Mariarosa. «Scrivo da Marigliano, provincia di Napoli. Qui il mare non c'è ma i rifiuti tossici eccome. Sono vomitati dai pozzi dei contadini e dalla terra. Dalle cave si estraggono cisterne intere di rifiuti liquidi. A pochi passi da un campo scout la terra si crepa e fuma: la spugna dei paraurti. Qualcuno si è curato di vedere che a 100 metri dal sito di stoccaggio di Boscofangone sono state trovate scorie di fonderia a diretto contatto con la falda acquifera? Certo che no. Lancet Oncology ha dato all'area tra Marigliano, Acerra e Nola il nome di "Triangolo della Morte". Una donna ha scoperto che bevendo acqua di pozzo ha avuto una contaminazione da uranio impoverito. Tre persone hanno scoperto di avere un pericolosamente alto tasso di diossina nel sangue. Non conosco nessuno qui che non abbia almeno un parente malato o morto di tumore. Me compresa. Il Pascale ha aperto la sua bella ludoteca, perchè il tumore colpisce ormai soprattutto donne tra i 30 ed i 50 anni che hanno spesso figli bambini o adolescenti. Questo accade in Campania. Questo credo in Calabria. Terra o mare, non fa differenza».

chiesto rinvio a giudizio per bertolaso

lunedì 28 settembre 2009 19:46 NAPOLI (Reuters) - La procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio del sottosegretario ed ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, del prefetto di Napoli Alessandro Pansa e dell'ex commissario Corrado Catenacci per gestione abusiva di rifiuti. Lo riferisce la procura partenopea in una nota, precisando che per i tre, ha però chiesto l'archiviazione per quanto riguarda, tra l'altro, l'ipotesi di reato di traffico illecito di rifiuti. Per quanto riguarda la gestione abusiva di rifiuti, la procura ipotizza che siano stati smaltiti in modo irregolare in Germania rifiuti con codici diversi da quelli che avrebbero dovuto avere. L'inchiesta è un filone che aveva coinvolto anche l'ex braccio destro del sottosegretario Marta De Gennaro. "Per quanto riguarda gli ex commissari all'emergenza rifiuti Corrado Catenacci, Guido Bertolaso e Alessandro Pansa il pm ha richiesto il rinvio a giudizio per l'ipotesi di gestione di rifiuti in violazione significativa delle autorizzazioni, richiedendo contestualmente al gip l'archiviazione per le ipotesi più gravi di traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata ai danni dello stato, falso in atto pubblico, per non aver commesso il fatto o, in via subordinata, perché il fatto non costituisce reato", dice la procura in un comunicato. Oltre a fare riferimento al provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio che riguarda cinque degli otto indagati del procedimento stralcio, la nota precisa che "per i reati ipotizzati a carico di Pansa e Giovanni Corona (magistrato che negli ultimi anni ha prestato attività di consulenza per l'ex commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania e presso il Ministero della Infrastrutture) incentrati sull'adozione di due provvedimenti del 18/12/2007 (...) è stata avanzata richiesta di archiviazione perché il fatto non costituisce reato". La procura di Napoli, prosegue la nota, ha chiesto il rinvio a giudizio per Armando Cattaneo, AD di Fibe spa e Fibe Campania fino al 2007, e per Enrico Pellegrino, responsabile ufficio flussi di Fisia Italimpianti, e in questo caso la richiesta di rinvio ha come oggetto "le condotte di concorso in traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso in atto pubblico già contestato agli imputati nel procedimento principale la cui prossima udienza si terrà il 7 ottobre". Thomson Reuters 2009 Tutti i diritti assegna a Reuters.
September 25

navi fantasma o navi dei veleni

CETRARO (25 settembre) - Sul relitto ritrovato qualche settimana fa al largo di Cetraro, in provincia di Cosenza, si intravedono dagli oblò due teschi. Inoltre il collaboratore di giustizia Francesco Fonti ha dichiarato che «ci sarebbe sul relitto anche un carico di rifiuti tossici». Per quanto riguarda i teschi, le immagini sono state rilevate dai robot utilizzate nel corso delle ricerche dell'imbarcazione. Il Procuratore di Paola, Bruno Giordano, ha detto che «il sospetto è nato dopo alcune riprese video e le foto scattate dai robot che sono scesi in profondità. Uno dei motivi per cui è utile procedere al recupero della nave è anche quello di fare chiarezza sull'eventuale presenza a bordo delle persone». «In molti casi - ha in particolare detto Giordano - anche gli equipaggi, come tutta la nave, sono clandestini. È possibile che alcuni fossero stati lasciati all'oscuro delle intenzioni di chi aveva organizzato il naufragio. Oppure che fossero stati puniti dall'organizzazione. Anche a questi interrogativi si potrà dare risposta solo recuperando il relitto».
September 24

processo bassolino

Nel corso dell'udienza di oggi sono stati sentiti 2 testi. Il primo è Ermanno Barni, ricercatore dell''ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) dal 1978, che inizia a occuparsi di questioni ambientali a partire dal 1990, e in particolare di gestione dei rifiuti (trattamento degli RSU). Viene ascoltato in qualità di membro delle 2 commissioni presiedute da Arturo Rigillo (teste già ascoltato nel corso dell'udienza del 22 aprile 2009). La prima commissione è il cosiddetto 'Comitato 212' (comitato tecnico costituito con l'ordinanza 212 del 4 ottobre 2000) che aveva il compito di approvare o meno progetti della FIBE relativi allo smaltimento di F.O.S. e sovvalli, dando parere di idoneità sui siti, proposti in via preliminare dalla FIBE. Nella maggiorparte dei casi dei siti proposti si tratta di cave dismesse. Un principio preliminare nel decidere l'idoneità del sito consisteva nell'analisi della conformazione morfologica. 1) I terreni calcarei erano giudicati inidonei per la permeabilità degli stessi. 2) Quelli argillosi, per la naturale impermeabilità, erano preliminarmente giudicati idonei. 3) Un discorso non pregiudiziale veniva fatto rispetto alle cave di tufo (come è quella di Chiaiano), di cui andava accertata la mancanza di fratture che ne avrebbero potuto compromettere l'impermeabilità. Il teste ricorda che nella maggiorparte dei progetti esaminati e dei siti proposti da FIBE, la commissione aveva espresso parere negativo. Al Barni vengono mostrati dal PM Sirleo, alcuni verbali di riunioni del comitato 212. In particolare nel verbale relativo ad una riunione tenutasi il 31 gennaio del 2002 (ma anche in una delle prime riunioni della commissione, 13 febbraio 2001), venivano espresse fortissime perplessità rispetto al fatto che tali interventi erano definiti da FIBE, come operazioni di 'recupero ambientale'. Per il teste non si trattava assolutamente di operazioni di questo tipo, ma molto più semplicemente di allestimento di discariche. E mai il Comitato aveva esitato a giudicare i progetti sottoposti come tali (discariche) e non come operazioni di recupero ambientale. La commissione pose all'epoca anche il problema della necessità o meno di sistemi di captazione dei biogas. Nonostante il fatto che nella frazione organica, quando è ben stabilizzata, si può arrivare ad una riduzione della produzione di biogas fino all'80 %, la Commissione giudicò fosse utile dotare le discariche di tali impianti. Ermanno Barni è stato anche uno dei componenti, assieme ad Enzo Favoino (ascoltato nell'udienza del 15 luglio scorso), della commissione 058, che aveva come compito principale quello di studiare e stabilire la pericolosità dei rifiuti da un punto di vista fisico e chimico. In questo caso la commissione non lavorò su proposte presentate dalla FIBE, ma autonomamente analizzò il tema del trattamento della frazione organica e il processo di stabilizzazione della stessa. La FOS prodotta negli impianti CDR di FIBE, non era compatibile con operazioni di recupero ambientale, in quanto gli impianti prevedevano sistemi di selezione provenienti da semplici processi di vagliatura. Una FOS che fosse utile ad operazioni di recupero ambientale, doveva avere un indice respirometrico inferiore a 1000 (mg di ossigeno). Se si voleva riempire la cava con un milione di tonnellate di FOS, la copertura doveva avvenire con una sorta di SuperFOS (avente un indice respirometrico inferiore o uguale a 700 ed ottenuta con un ulteriore periodo di stabilizzazione, superiore ai previsti 28 giorni). L'indice respirometrico era inoltre ricavato con il metodo 'statico' e non con il più affidabile metodo 'dinamico'. Ma gli impianti CDR di FIBE avevano problemi già nella semplice raffinazione della frazione organica da stabilizzare, prodotta con una semplice vagliatura e non, come sarebbe stato necessario, con metodi di raffinazione densimetrica. La vagliatura non garantiva il limite di impurità presenti nella FOS, previsto dalle normative vigenti all'epoca e che non doveva essere superiore al 3%. Questo limite invece era di gran lunga superato. I controesami delle difese, gli avvocati Tuccillo (difesa di Cattaneo e Urciuoli), Vignola (difesa di Vanoli) e Cavalli (difesa di Pelliccia), non aggiungono molto all'esame dei PM. Tuccillo fa dire al teste che il Comitato 212 poteva suggerire variazioni ai progetti presentati da FIBE, ma che comunque il parere espresso non era vincolante. Vignola si fa spiegare meglio cosa sia la raffinazione densimetrica e in cosa si differenzia dalla semplice vagliatura. Cavalli gli chiede se fosse a conoscenza di casi in cui, nonostante il parere positivo del Comitato 212, non fosse stata poi successivamente concessa l'autorizzazione all'allestimento della discarica. Il teste risponde che non lo sa. Viene quindi chiamato a deporre Salvatore Urciuolo, laureato in chimica e che svolge attività di libero professionista, con un proprio laboratorio di analisi. Dal 2001 al 2002, mentre era capotecnico dell'ASA, azienda addetta alla raccolta dei rifiuti nel comune di Avellino, collabora con FIBE, che gli affida le analisi di alcuni campioni di FOS. Le domande del PM Noviello, mettono in evidente imbarazzo il teste, che dimostra una molto scarsa conoscenza della materia trattata. Dall'esame emerge un dato di fatto: la FIBE utilizzò come documentazione in allegato dei progetti esecutivi, i risultati di analisi effettuate da un laboratorio che mai prima di allora aveva affrontato una tale materia e che utilizzò, in quel caso, metodi improvvisati, approssimativi e poco scientifici. Sui certificati prodotti c'erano denominazioni che il teste non riesce a spiegare (ad esempio un dato viene definito: FRAZIONE ORGANICA PROVENIENTE DALLA PRODUZIONE DI COMPOST) e che attribuisce al commitente delle analisi, la FIBE. La campionatura non era stata mai effettuata del teste e in alcuni casi i campioni di FOS, provenivano da impianti dove il chimico non era mai stato (e nemmeno sa specificare da quanto tempo i campioni ricevuti erano stati raccolti). Insomma il signor Urciuolo non ha fatto una buona figura. Anzi, mi verrebbe di dire in napoletano, che ha fatto proprio 'na figura e.... Sorry :-) L'ultima teste, l'ingegnere della Provincia di Napoli Maria Teresa Celano, non viene ascoltata. Con accordo delle parti si decide di acquisire la relazione della teste, con l'esclusione delle parti valutative della stessa. La prossima udienza si terrà ancora all'aula Bunker Ticino 1 del carcere di Poggioreale il giorno 11 novembre 2009. Saluti a tutti Antonio Troia Cause Creator P.s. In aula, oltre agli avvocati, ai PM, ai giudici e al quì presente tecnico di Radio Radicale senza registratore, c'erano soltanto 3 cittadini consapevoli, impegnati e anche un poco sconfortati dal clima di desolazione in cui si sta svolgendo questo importantissimo procedimento penale. Sono graditi interventi, commenti, discussioni, pareri, contributi, etc. etc. etc. etc.
September 22

bruciano le ecoballe di Maruzzella

domenica Un altro disastro ambientale: bruciano le ecoballe di Maruzzella. Sul posto decine di squadre di vigili del fuoco Pompieri e e autobotti nella discarica, le fiamme divampano alte. Danni incalcolabili SAN TAMMARO - Un incendio di vaste proporzioni, le cui cause sono ancora completamente da accertare, divampa dal tardo pomeriggio bruciando le ecoballe stoccate nel sito di località Maruzzella, in tenimento nel comune di San Tammaro. Sul posto decine di squadre di vigili del Fuoco con autobotti e personale da Caserta e Napoli: anche nel capoluogo campano l'immediato allerta dei vigili specializzati e attrezzati per affrontare incendi di materiali pericolosi. Incalcolabili, allo stato, i gravi danni ambientali causati dall'incendio.

Non censurate il processo Bassolino!

Domani mercoledì 23 settembre presso l'aula bunker Ticino 1 del carcere di Poggioreale, riprendono le udienze del processo Bassolino-Impregilo. Il calendario prevede successive udienze solo nei giorni: 11 e 18 novembre 9 e 16 dicembre Il calendario prevedeva udienze tutti i mercoledì, da quì a fine anno. Ma poichè, nella maggiorparte dei casi (tranne per il 14 ottobre) si tratta di richieste di rinvio per impossibilità a partecipare avanzate dalle difese, saranno sospesi i termini di prescrizione.
September 21

le soluzioni all'emergenza

 

September 07

di nuovo fiamme alla ex ecorec

riporto la notizia appresa dalla rete, con la quale credo che sia morta ogni diritto di cittadinanza la ex ecorec, che ha già bruciato circa 4 mesi fa, è andata in fiamme di nuovo.
September 01

dossier sui dati di inquinamento nascosto.

“Le autorità tacciono su un dossier del Commissariato per le Bonifiche riguardante il litorale domizio: nell'acqua presenti quantità di metalli pesanti anche 45 volte superiori alla media. Non posso che esprimere grande preoccupazione per l'insabbiamento del dossier sul litorale domizio” così Tommaso Sodano, consigliere provinciale del Prc ed ex presidente della Commissione Ambiente del Senato, commenta l'inchiesta, apparsa oggi su “L'Espresso”, riguardante il territorio di 22 chilometri quadrati, che rientra nel sito di interesse nazionale della costa flegrea e dell'agro-aversano. “Da febbraio giace nei cassetti del Ministero e della Regione un'indagine condotta dal Commissariato per le bonifiche sulla zona dei laghetti di Castel Volturno: il velo steso su tale vicenda preoccupa anche alla luce della drammatica situazione delle coste campane. Il problema - continua Sodano – non riguarda solo la vocazione turistica della zona (che dista meno di 500 m dal mare) e quindi la balneabilità della costa, ma soprattutto l'agricoltura: nella falda acquifera che contribuisce ad irrigare i terreni sono state riscontrate percentuali 40 volte superiori alla media di idrocarburi, 13 volte di cromo e 45 volte di piombo. Urge una bonifica del territorio ed una pianificazione degli interventi da attuare in un'area dove la camorra ha potuto creare uno scenario allarmante, costruendo discariche abusive e sversando nelle cave, a ridosso degli specchi d'acqua. Parlare di rilancio del litorale domizio in queste condizioni sembra una vera e propria contraddizione in termini: a due passi dai moderni resort e dai campi di golf, l'acqua avvelena i campi e la salute dei cittadini”. “Non si può più tacere - conclude Tommaso Sodano – gli enti preposti e le autorità hanno il dovere di rendere pubblico tale dossier che va analizzato insieme ai dati provenienti dall'Arpac, che sono già di per sé allarmanti. Le percentuali di metalli pesanti presenti nell'acqua mettono in pericolo la salute dei cittadini. In questi sei mesi la vicenda si sarebbe dovuta affrontare; questo silenzio delle istituzioni non fa altro che creare ulteriore e giustificato allarmismo”. Napoli, 28 agosto 2009

ecoradio, oggi.

ATTENZIONE Oggi ore 16.20 - Sulla frequenza 92.100 FM (NA e CE) o sul sito http://www.ecoradio.it In diretta nazionale su "ECORADIO POMERIGGIO" condotto da A. Biondi. Nel merito della drammatica situazione d'illegalità diffusa nella cosiddetta Terra dei Fuochi, Sabrina Pisu intervista Bruno Orrico resposabile Protezione Civile Campania e Angelo Ferrillo responsabile del sito di Video-Denuncia http://www.laterradeifuochi.it/
August 29

Acerra: per non dimenticare

 

August 26

spazzatour di maggio scorso, grazie a fuoridalmucchio

 
August 12

stanziati fondi per il risanamento dei regi lagni... che vuol dire?

interessante articolo del prof. ortolani il link dell'articolo è al link articolo
August 07

bonifica di Lo uttaro?

Discarica di Lo Uttaro: 10 milioni di euro al Comune di Caserta per la “bonifica”. Che vuol dire? I mass media hanno reso noto che il 4 agosto 2009 è stato sottoscritto a Napoli l’accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell’Ambiente concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro che prevede l’erogazione di 10 milioni di euro in quattro anni. La stima delle opere sarà a cura del Ministero dell’Ambiente dopo l’intervento di caratterizzazione effettuato dall’Arpac. Per il sindaco Petteruti si dà finalmente il via ad un’azione non più rinviabile di bonifica e di riqualificazione ambientale in un’area critica; dei 18 milioni di euro stanziati (sulla carta) per il Comune di Caserta da impegnarsi in opere pubbliche come compensazione per il danno ambientale rimangono solo i dieci milioni che probabilmente non basteranno neanche per la bonifica completa di Lo Uttaro e delle aree attigue, inizialmente prevista a carico del Ministero. Entriamo nel merito: che vuol dire bonificare la discarica di Lo Uttaro? I cittadini sono interessati ad un reale risanamento e restauro ambientale; altri, i soliti ben noti che hanno finora lucrato sullo scandalo rifiuti sono sicuramente interessati a lucrare sulla così detta “bonifica”. I cittadini stanno per essere presi in giro un’altra volta? Ci si può giurare sopra! Prima questione: la bonifica di Lo Uttaro vuol dire che viene cancellato il sito di Cava Mastroianni? Bisogna avere una risposta formale con decreto di cancellazione del sito. L’anno scorso mi sono occupato della ricostruzione dell’assetto geoambientale dell’area compresa tra la discarica chiusa di Lo Uttaro e la confinante Cava Mastroianni individuata nel DL 90/08 come sito in cui realizzare una nuova discarica. La ricerca evidenziò il noto disastro ambientale provocato nella zona di Lo Uttaro mediante accumulo di rifiuti in cave a fossa e sulla superficie del suolo e dispersione di percolato sul suolo e nella falda, al di fuori del rispetto delle vigenti leggi che garantiscono il diritto alla salute di tutti i cittadini, non derogabili dal potere speciale. Le immagini allegate sintetizzano gli elementi più significativi. Mentre è semplice rimuovere i rifiuti, allora accumulati sulla superficie del suolo, e portarli in una discarica che dia la sicurezza ambientale di non inquinamento, non è possibile “bonificare” la discarica di Lo Uttaro scavata a fossa con la base che sfiora la falda (si e no due tre metri) che era già inquinata dai rifiuti come accertato dalla Magistratura. La base dei rifiuti, dentro la profonda fossa, non garantisce l’isolamento e contenimento del percolato che scende verso la falda inquinandola. La superficie esposta all’aria dei rifiuti può essere impermeabilizzata, coperta con terreno e vegetazione che danno l’impressione di una superficie “sana” come se fosse stata dipinta di un verde rassicurante. Lateralmente e alla base i rifiuti non potranno mai essere isolati dall’ambiente circostante poiché il loro spessore è di circa 24 metri, vale a dire di altezza equivalente a quella di un edificio di 8 piani. Ammesso che l’impermeabilizzazione laterale e alla base dei rifiuti fosse stata realizzata alla perfezione come prevede la vigente legge, tale impermeabilizzazione non può durare integra, totalmente, più di 15-20 anni. E’ assolutamente impossibile isolare i rifiuti dello spessore sopra indicato in maniera efficace e duratura. Non si può intervenire alla base dei 24 metri di rifiuti per cui il percolato continuerà a disperdersi nel sottosuolo e nella falda che defluisce verso il confinante Comune di San Nicola La Strada. L’unico modo per bonificare l’ambiente, anche la parte che non si vede, è rimuovere le centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti. Quindi, cosa si “bonifica”? Il conto bancario di chi realizzerà progetto, direzione lavori e opere, sicuramente! I vantaggi saranno tutti loro! Naturalmente a spese dei cittadini. Le voraci e blindate sanguisughe parassitarie che hanno realizzato discariche “illegali dal punto di vista delle leggi naturali” e legalizzate da leggi speciali (che non garantiscono la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche) non sono contestate, di fatto, da alcuna forza politica parlamentare, probabilmente perché tutti sperano, prima o poi, di giocare con il redditizio “giochetto dell’emergenza” e della connessa agevole spesa di denaro pubblico: sembra che ora si siano organizzate per lucrare agevolmente, sempre sulla pelle dei cittadini, sul reale bisogno di disinquinamento dell’ambiente. Per spendere i soldi pubblici nel settore dei rifiuti, l’esperienza insegna, basta che alcune non cristalline strutture tecniche statali e regionali con la benedizione di immancabili docenti universitari ed altri servitori mercenari tecnici e la garantita protezione dei mass media asserviti, di fatto, alle stesse lobbies che lucrano sullo scandalo rifiuti, sfornino progetti improvvisati e non validi scientificamente e tecnicamente spacciandoli per interventi che finalmente disinquineranno l’ambiente mettendo anche a disposizione delle amministrazioni locali qualche manciata di milioni di euro tanto per tenere buono l’elettorato e gli amici degli amici. Di tale non disinteressato comportamento si sono avuti esempi significativi a proposito della proposta di bonifica della discarica di Pianura (caldeggiata dal Ministero dell’Ambiente dopo che alla fine di gennaio 2008 la Magistratura di Napoli aveva messo sotto sequestro il sito perché ritenuto pericoloso) che i tecnici del ministero dell’Ambiente volevano bonificare senza nemmeno sapere quali problemi dovessero risolvere e se tali problemi fossero risolvibili. Il fine da raggiungere era palesemente intuibile: spendere con disinvoltura decine di milioni di euro ben sapendo che solo la superficie dei rifiuti poteva essere bonificata ma non i circa 45 milioni di metri cubi di rifiuti di tutti i tipi accumulati in gran parte senza alcuna impermeabilizzazione alla base per una altezza che supera i 70 metri, vale a dire equivalente ad un grattacielo di 23 piani. Alcuni cittadini hanno segnalato che mentre si eseguivano i sondaggi per verificare lo “stato di salute ambientale” di Pianura hanno visto fumo e fiamme sprigionarsi da un sondaggio in esecuzione al di fuori della discarica a testimonianza della pericolosità ambientale connessa alla dispersione di gas e percolato. Lo scrivente ha più volte denunciato che non possono essere usate le cave a fossa in rocce permeabili che ospitano la falda idrica in quanto non si può garantire l’isolamento alla base e lateralmente dei rifiuti per oltre 15-20 anni. I rifiuti accumulati nelle fosse diventano nuovi “giacimenti geologici” a vita altamente inquinanti non tanto per la sostanza organica ma per tutti gli elementi nocivi che caratterizzano i rifiuti non differenziati e non selezionati dell’area campana più simili ad una miscela di rifiuti speciali, nocivi e rifiuti urbani. Naturalmente si parlerà anche della bonifica della discarica di Chiaiano, altro grattacielo di rifiuti infilato nel sottosuolo come un tumore maligno innestato nel Parco Naturale delle Colline dei Camaldoli che i responsabili istituzionali fanno finta di non vedere e ora anche di “non sentire”, magari con gli occhi già luccicanti e riflettenti il simbolo dell’euro. Anche della discarica di Terzigno, realizzata nel Parco Naturale del Vesuvio e in zona protetta ambientalmente SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale) sarà proposta la bonifica. Anche qui sarà una presa in giro per i cittadini perché non si potrà risanare l’ambiente e la falda dopo avere colmato il buco a fossa con circa 70 metri di rifiuti. Siamo chiari e onesti intellettualmente: la bonifica dei siti inquinati è necessaria ma non può rappresentare una nuova fonte di facili guadagni realizzando interventi che non servono a restaurare l’ambiente e ad eliminare i focolai di inquinamento. Le citate istituzioni tecniche, continuando ad operare come finora hanno fatto, non sono in grado di rasserenare i cittadini garantendo l’esecuzione di interventi adeguati, duraturi e risolutivi. Bisogna essere chiari in tutte le sedi dal momento che verranno utilizzati i soldi dei cittadini. Tornando alla bonifica di Lo Uttaro, ogni progetto deve essere valutato interdisciplinarmente da tecnici super partes di fiducia dei cittadini in modo da definire quali saranno i reali benefici che discenderanno dalla esecuzione delle opere. Sicuramente è possibile bonificare la base su cui poggiano e hanno poggiato i rifiuti accumulati sulla superficie del suolo per anni. E’ possibile pure isolare la superficie dei rifiuti, a contatto con l’aria, che colmano le cave a fossa nonchè canalizzare il biogas ed evitare che eventuali gas nocivi si disperdano nell’atmosfera. Diciamo chiaramente che non è possibile eliminare l’inquinamento della falda in maniera efficace e verificabile nonché duratura, a meno che non si spostino gli 8 piani di rifiuti che colmano le fosse. Si può contenere ed eliminare l’inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda la falda deve essere eseguita una accurata e verificabile indagine di idrogeologia tridimensionale con la caratterizzazione delle acque stabilendo esattamente la distribuzione verticale e laterale dell’inquinamento e le sue cause al fine di definire un piano di tutela ambientale e della salute dei cittadini. Anche se la fonte dell’inquinamento si trova nel Comune di Caserta, gli inquinanti si diffondono nel sottosuolo nei territori comunali circostanti: definita l’area danneggiata vanno messi a punto gli interventi che possono anche non essere attribuiti al solo comune dove è ubicato il sito. I fondi devono servire solo ad eliminare e contenere l’inquinamento; nessuna forma di compensazione per il territorio circostante non danneggiato da interventi privati e pubblici illegali secondo le leggi dell’ambiente. A sinistra, quadro ambientale della zona nella quale è ubicata la discarica Lo Uttaro che illustra il “disastro” imputabile ad interventi privati e pubblici. A destra la discarica a fossa di Lo Uttaro quando era ancora in esercizio e la contigua cava Mastroianni individuata come discarica a fossa dal DL 90/08. Sezioni geoambientali che illustrano lo spessore dei rifiuti che colmano la discarica Lo Uttaro e l’esiguo diaframma di tufo fratturato e permeabile che li separa dalla confinante Cava Mastroianni. Sono rappresentate anche le fonti di inquinamento del suolo e della falda causate da dispersione di percolato. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 7 agosto 2009
August 06

Rifiuti in Campania, dimezzati i fondi di compensazione

Rifiuti in Campania, dimezzati i fondi di compensazione Napoli protesta, Giugliano non firma. Risarcite le località che hanno ospitato le discariche. Al capoluogo 30 milioni invece di 60: «Impegni non rispettati» Hanno ospitato (e ospitano) impianti o discariche per lo smaltimento dei rifiuti e ieri hanno ottenuto i fondi di compensazione. I Comuni della Campania che si divideranno i 282 milioni di euro sono trentanove. C’è anche Napoli, dove proprio ieri la giunta ha deliberato la sottoscrizione dell’accordo. Al capoluogo andranno 34 milioni, quasi la metà rispetto ai 60 previsti. Un taglio che ha suscitato malumori e polemiche perchè il Comune ha dovuto rivedere l’agenda delle priorità. «C’è stato un ridimensionamento delle misure richieste» ammette l’assessore all’Ambiente Rino Nasti. In particolare sono state tagliate le risorse destinate al parco dei Camaldoli e al parco dell’Università (era previsto uno stanziamento di venti milioni) e alla realizzazione delle strade di accesso alla discarica di Chiaiano. Le uniche opere previste nell’accordo restano quelle fognarie, che saranno realizzate dalla Sogesid, società in house del ministero dell’Ambiente. «Tuttavia - aggiunge Nasti - con i residui delle economie di gara contiamo di recuperare le risorse anche per i parchi e le strade». Deluso anche il presidente della commissione Ambiente Carlo Migliaccio. «I cittadini di Chiaiano - dice - sono stati ingannati ancora una volta. Gli impegni non sono stati mantenuti». Migliaccio anticipa un ricorso alla Superprocura per denunciare i danni provocati dal passaggio dei mezzi pesanti diretti alla discarica. Leggi tutto »
July 25

servizi segreti e monnezza : parla ganapini

 

July 23

tratto dal corriere del mezzogiorno, sui vermi sulla spiaggia

Quan to alla presenza di vermi, sono in cor so verifiche alla Stazione Zoologica Anton Dohrn ma Ganapini ritiene che si tratti di «esche usate per pescare che sono risalite perché la sabbia si è saturata di acqua. Non ci risultano ca si di malattie riferite alla presenza di questi fermi». Sugli impianti di depurazione del li torale flegreo Ganapini ha ricordato che con la Hydrogest, che si è aggiudi cata l’appalto, non ci sono più penden ze e che a questo punto la ditta, «an che se non ha più interesse a nuove sfide, dovrà investire 20 milioni entro settembre e 130 in un anno». Tuttavia il problema depuratori esiste. «Facen do un paragone automobilistico, è co me se prima avessimo delle Maserati che oggi si sono ridotte a delle Topoli no. Gli impianti realizzati con la Cassa per il Mezzogiorno — ricorda — era no validi, ma è mancata la manuten zione, sono stati smembrati, e così ora il litorale domizio affanna». Litora le dove l’assessore regionale ha avvia to un’operazione di bonifica delle spiagge che è partita da Villa Literno e che arriverà a Licola. «Un’operazione — aggiunge — per cui c’è il plauso an che degli albergatori, fra cui la fami glia Coppola. Imprenditori e industria li con i quali concorderemo anche le modalità di interventi per il progetto delle condotte sottomarine e delle gra te ». Ma la folla rumoreggia, cerca di so praffare Ganapini con domande insi diose, urlando, la rissa è quasi dietro l’angolo. L’assessore, stentoreo, conti nua e ricorda che le condotte a mare possono essere considerate, ma solo per le acque trattate. E poi alza quasi la voce ricordando che Pozzuoli scari ca dritto a mare e che ci sono decine e decine di ville abusive che scaricano nei pozzi. Il sottosegretario Cosentino non ha dubbi. Ci vuole un commissario per la bonifica del litorale domitio-flegreo, 40 chilometri di costa inquinata tra Li cola e il Garigliano, sul modello di quanto fatto per la bonifica del fiume Sarno.

i vermi sulla spoaggia

 

July 20

Mare verminaio, parla un esperto

Eco-News L’allarmismo è arrivato fin nei corridoi degli ospedali, dove però si è abbattuto contro il muro degli esperti: una cosa del genere non è possibile. Il dottor Francesco Faella, direttore dell’Unità operativa complessa della I Divisione Dipartimento Emergenze ed Urgenze Infettivologiche dell’ospedale Cotugno, lo spiega senza mezzi termini Si sta diffondendo in questi giorni, tra Napoli e provincia, e soprattutto in penisola sorrentina, la notizia che diverse persone sono finite in ospedale dopo essersi ritrovate sul corpo delle strane bolle che, una volta schiacciate, si scoprivano essere piene di piccoli vermi. Si tratterebbe di una infezione dovuta all’inquinamento, peggiorato dopo il disastro ambientale relativo dal depuratore di Licola, col contenuto delle vasche finito in mare. I casi, a giudicare dalle voci di corridoio, sarebbero tantissimi. Come avviene in situazioni del genere, di testimoni diretti non ce ne sono: chiunque racconti la vicenda aggiunge di averla sentita da amici, conoscenti, e spiega che è relativa a terze persone non meglio identificabili. Gli elementi di una leggenda metropolitana, insomma, ci sono tutti: il mostro dell’inquinamento, il comportamento incauto di bagnarsi in acqua, la punizione orribile di trovarsi mangiucchiati dai vermi. Ma cosa c’è di vero in tutta questa storia? Nessun quotidiano, sinora, ha riportato la notizia e ciò dovrebbe già essere un campanello d’allarme per mettere in dubbio la veridicità. Il passaparola, però, continua a diffondersi ed ormai si può dire che non c’è più nessuno che non abbia sentito questa storia. L’allarmismo è arrivato fin nei corridoi degli ospedali, dove però si è abbattuto contro il muro degli esperti: una cosa del genere non è possibile. Il dottor Francesco Faella, direttore dell’Unità operativa complessa della I Divisione Dipartimento Emergenze ed Urgenze Infettivologiche dell’ospedale Cotugno, lo spiega senza mezzi termini: “E’ una stupidaggine, è una cosa che da noi non può assolutamente succedere”. “Ci sono delle malattie, - spiega Faella, - in cui alcuni tipi di mosche depongono le uova sulla pelle ferite, le uova poi si schiudono ed escono le larve, ma non si tratta di patologie presenti sul nostro territorio”. Al Cotugno, così come negli altri ospedali campani, non è arrivato nessun paziente affetto dalle strane bolle ‘ripiene’. Ci sono stati nell’estate scorsa dei casi di infezioni della pelle, è vero, ma, sottolinea il dottor Faella, “si trattava di bambini, la cui pelle è particolarmente sensibile, e comunque si trattava solo di manifestazioni cutanee, solo lesioni ma assolutamente senza parassiti”. E allora, da dove nasce questa che ormai possiamo definire leggenda metropolitana? “Questo non lo so, - sorride Faella, - ma spero che chi l’ha messa in giro abbia un suo tornaconto, altrimenti si tratterebbe veramente di un cretino”. (sorrentoedintorni.it)
 
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boscofangone seconda piazzola
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incendi rifiuti estate 2007 Marigliano
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incendio a Casoria a ridosso dell'ikea (agosto 2005)
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LA COSTRUZIONE DEL MOSTRO AD ACERRA
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marfella
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marigliano, nuovi ritrovamenti di rifiuti
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napoli sotto una montagna di...
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Nunzia Lombardi
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stracci imbevuti di rifiuti infiammabili
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